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BETASOM
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mwdqBETASOM fu il mwdgnome in codice per mwdwBordeaux – Comando sommergibili (o mweaComando Gruppo Sommergibili Atlantico)cite-ref-1[1] e con tale sigla si indicava la base navale per i battelli mwfqitaliani dislocati durante la mwfgseconda guerra mondiale nella mwfwcittà portuale sulla costa atlantica meridionale mwgafrancese.
La base di Bordeaux accolse una trentina di sommergibili della mwggRegia Marina dall'autunno mwgw1940 all'8 settembre mwha1943, data dell'entrata in vigore dell'mwhqarmistizio di Cassibile. La base fu poi utilizzata dalla mwhgMarina Nazionale Repubblicana della RSI.
Essa fu anche una delle cinque ospitanti gli mwiaU-Boot della mwiqmwigKriegsmarine tra quelle situate in mwiwFrancia, sempre durante il mwjasecondo conflitto mondialecite-ref-2[2].
Attualmente la base ospita uno spazio culturale.
Contents
• Note
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La base sommergibili italiana
Il 25 luglio mwlq1940, il Ministero della Marina italiano ottenne l'autorizzazione allo schieramento di un certo numero di sottomarini in appoggio alla mwlgGermania nazista per la mwlwguerra nell'oceano Atlantico. Il luogo prescelto per la sede delle operazioni fu la città di mwmaBordeauxcite-ref-3[3], dove fu costruita una base navale a cui fu assegnato il nome in codice di BETASOM.
La mwngstrategia sarebbe stata impostata insieme all'alleato tedesco, ma dal punto di vista mwnwtattico e disciplinare i vari battelli avrebbero operato sotto la responsabilità dei rispettivi comandicite-ref-4[4]. Questo perché Hitler temeva che, in caso di impiego dell'aviazione tedesca in Africa Settentrionale, una richiesta simile di comando unificato avrebbe portato gli aviatori germanici sotto il comando italianocite-ref-5[5].
La base era costituita da due mwqqdarsene intercomunicanti attraverso una chiusa. Inoltre, la presenza di mwqgbacini di carenaggio rendeva possibile la messa a secco degli scafi per le necessarie operazioni di revisione e riparazione. Il personale era alloggiato in apposite casermette ottenute dalla conversione di alcuni magazzini. La sorveglianza interna era affidata a reparti dei mwqwcarabiniericite-ref-autogenerato3-6-0[6], mentre il presidio della base era affidato ad un battaglione del mwsaReggimento San Marco.
La base fu ufficialmente inaugurata il 30 agosto mwsg1940 con l'arrivo dell'ammiraglio mwswAngelo Parona. I tedeschi assegnarono agli italiani due navi passeggeri, il transatlantico francese mwtaAdmiral de Grassecite-ref-7[7], di 18.435 tonnellate e, in ottobre, il piroscafo tedesco mwuqUsaramo di 7.775 tonnellatecite-ref-autogenerato1-8-0[8]. Lmwvg'mwvwAdmiral de Grasse, oltre alla stazione radio, ospitava l'infermeria.
L'edificio in cemento armato della stazione marittima fu trasformato in alloggi, mentre altri edifici furono utilizzati per uffici e magazzini.
Furono assegnati a BETASOM 35 ufficiali, compresi 3 ufficiali dell'esercito per i reparti del battaglione San Marco e 426 militari del corpo degli equipaggi della mwwgRegia Marina. In totale, la forza del personale militare e civile assegnato ai servizi della base assommava a circa 800 uomini, compresa la compagnia mitraglieri del battaglione San Marco di 225 uomini addetta alla vigilanza interna della base, mentre esternamente la vigilanza era di pertinenza tedesca. In aggiunta, i Tedeschi avevano installato sei batterie antiaeree da 88mwww mm e 45 mitragliere da 20mwxa mm e garantivano il servizio antiaereo e la scorta navale lungo la mwxqGironde e nel mwxggolfo di Biscagliacite-ref-autogenerato1-8-1[8].
Le operazioni
I sommergibili italiani svolsero la prima fase del loro ciclo operativo nell'mwzqAtlantico Settentrionale e, successivamente, nella mwzgzona equatoriale. Dopo l'entrata in guerra degli mwzwStati Uniti, svolsero alcune crociere anche presso le coste mwaanordamericane.
Nel luglio-agosto mwag1941, a causa dell'andamento negativo della guerra nel Mediterraneo, fu ordinato il rientro di una decina di battelli (mwawPerla, mwbaGuglielmotti, mwbqBrin, mwbgArgo, mwbwVelella, mwcaDandolo, mwcqEmo, mwcgOtaria, mwcwMocenigo, mwdaVeniero e mwdqGlauco). Questa volta, il passaggio attraverso Gibilterra comportò la perdita di un sottomarino, il mwdgGlauco.
Il progettato attacco al porto di New York
Il comandante della base mwgqRomolo Polacchini aveva già ipotizzato da tempo un attacco contro un porto americano. Inizialmente, in previsione dell'entrata in guerra del mwggBrasile, si era ipotizzato il forzamento del porto di mwgwRio de Janeiro, impiegando il mwhasommergibile Leonardo da Vinci comandato da mwhgGianfranco Gazzana Priaroggia come mezzo avvicinatore. In seguito si decise invece di utilizzare il mwhwLeonardo da Vinci per un progetto ben più ambizioso, l'attacco al mwiaporto di New York. Il sommergibile avrebbe dovuto trasportare fino alla foce dell'mwiqHudson un piccolo mwigsommergibile tascabile mwiwClasse CA (fu inviato via treno a Bordeaux, per l'operazione, il mwjaCA 2) in un apposito «pozzo» di circa 10 metri ricavato al posto del cannone prodiero.cite-ref-9[9]cite-ref-risio-obiettivo-america-1969-10-0[10] Il mwlqsottotenente di vascello Eugenio Massano fu inviato appositamente a mwlwBordeaux dal comandante della mwmaXª Flottiglia MAS mwmqJunio Valerio Borghesecite-ref-risio-obiettivo-america-1969-10-1[10] dove avrebbe dovuto guidare il piccolo mwngClasse CA; il mini-sommergibile, con a bordo alcuni «mwnwuomini gamma» (sommozzatori d'assalto) e 28 cariche esplosive da 20 a 100mwoa kg, si sarebbe portato nel porto per minare delle navi.cite-ref-11[11]
I lavori furono effettuati nell'agosto 1942 e in settembre furono svolte le prove di rilascio del mwpgCA 2 dal mwpwda Vinci sotto la supervisione del tenente di vascello Eugenio Massano. Le prove ottennero risultati apprezzabili,cite-ref-risio-obiettivo-america-1969-10-2[10] nel corso delle quali il mwrqda Vinci, in immersione a circa 12 metri, rilasciava il piccolo CA per poi recuperarlo. In realtà il recupero era un'ipotesi molto remota e si era già previsto che i membri del mwrgGruppo Gamma avrebbero dovuto distruggere il mezzo al termine dell'operazione per poi raggiungere la terraferma.cite-ref-12[12]
La missione fu rinviata e poi annullata in seguito alla perdita del mwtada Vinci il 23 maggio mwtq1943.
A partire dal 1943, alcuni sottomarini italiani vennero utilizzati per operazioni di trasporto di materie prime dall'Europa al Giappone.
Dopo l'armistizio
Al momento dell'armistizio presso la base navale di Betasom, comandata dal capitano di vascello mwuqEnzo Grossi, che aderì alla mwugRepubblica Sociale Italiana, erano distaccati tre sommergibili oceanici, lmwuw'mwvamwvqAmmiraglio Cagni, il mwvgmwvwGiuseppe Finzi e lmwwa'mwwqmwwgAlpino Bagnolini. Il mwwwCagni, che era in missione, accettò l'armistizio e si recò nel porto alleato di mwxaDurban, dove fu ricevuto con l'onore delle armi. Gli equipaggi degli altri due sommergibili optarono per l'adesione alla RSI,cite-ref-13[13] e i due sommergibili operarono per breve tempo sotto le bandiere repubblicane e la base assunse la nuova denominazione di «Base atlantica dell'Italia repubblicana"».cite-ref-autogenerato2-14-0[14]
Il 14 ottobre 1943 i due sommergibili superstiti furono incorporati nella mwzgmwzwKriegsmarine. Cinquanta specialisti rientrarono in Italia e furono incorporati nella mw0aXª Flottiglia MAS.cite-ref-15[15]
Il mw1gBagnolini, che imbarcava personale misto italo-tedesco, fu utilizzato per missioni di trasporto di materie prime con il mw1wGiappone e fu affondato nei pressi del mw2aCapo di Buona Speranza l'11 marzo mw2q1944.
Il mw2wReginaldo Giuliani fu affondato con siluro nel 1944 dal sommergibile inglese mw3aTally-Ho nello stretto di Malacca di ritorno da Singapore con equipaggio italo-tedesco.cite-ref-16[16] Gli altri marinai restati a Bordeaux furono incorporati nella mw4qMarina Nazionale Repubblicana e, integrati da altri marinai provenienti dagli mw4gInternati Militari Italiani, furono impiegati come difesa costiera costituendo la mw4w1ª Divisione Atlantica Fucilieri di Marina che, nel maggio 1945, prese parte alla difesa di Bordeaux.cite-ref-autogenerato2-14-1[14]
Non tutti aderirono alla RSI: alcuni marinai scelsero di aderire al mw6qmw6gmaquis, la mw6wResistenza francese. Fra essi mw7aGiacomo Parodo, già marinaio del mw7q1º Reggimento "San Marco", poi fucilato nel 1944 dopo alcuni mesi fra i partigiani francesi (verrà insignito con mw7gmedaglia d'oro al valor militare alla memoria). Anche successivamente altri marinari disertarono e aderirono alla Resistenza francese, venendo poi - alcuni di essi - fucilati.cite-ref-17[17]
Tratto dai ranghi dei «fucilieri di Marina» fu costituito nel 1944 il battaglione mw9aLongobardo che rientrato in Italia fu incorporato nella Xª Flottiglia MAS.cite-ref-18[18]
La flotta
L'mwaqgItalia, al momento dell'entrata in guerra, possedeva oltre un centinaio di sottomarini, ma solo una quarantina erano adatti alle crociere oceaniche. La scelta dei mezzi destinati a BETASOM coinvolse quindi solo queste unità. La base atlantica ospitò complessivamente 32 sottomarini. Una prima flotta di 27 battelli fu trasferita nell'mwaqkautunno del mwaqo1940 attraverso il mwaqsMar Mediterraneocite-ref-19[19] e comprendeva le seguenti unità:
• mwarimwarmAlessandro Malaspina (a Betasom dal settembre 1940, 6 missioni svolte, scomparso il 10 settembre 1941 per azione aerea antisommergibile alleata)
• mwarumwaryTazzoli (a Betasom dall'ottobre 1940, 9 missioni svolte, trasformato in sommergibile da trasporto tra fine 1942 ed inizio 1943, scomparso il 16 maggio 1943 probabilmente per urto contro mina)
• mwargmwarkCalvi (a Betasom dall'ottobre 1940, 8 missioni svolte, affondato dallo sloop HMS mwaroLulworth il 15 luglio 1942)
• mwarwmwar0Finzi (a Betasom dal settembre 1940, 10 missioni svolte, trasformato in sommergibile da trasporto nella primavera-estate 1943, catturato a Bordeaux all'armistizio)
• mwar8mwasaBagnolini (a Betasom dal settembre 1940, 11 missioni svolte, trasformato in sommergibile da trasporto nella primavera-estate 1943, catturato a Bordeaux all'armistizio)
• mwasimwasmGiuliani (a Betasom dall'ottobre 1940, 3 missioni svolte, distaccato per qualche tempo a Gotenhafen presso la scuola per sommergibilisti italiani, trasformato in sommergibile da trasporto nella primavera 1943, catturato in Indonesia all'armistizio)
• mwasumwasyTarantini (a Betasom dall'ottobre 1940, 2 missioni svolte, affondato il 15 dicembre 1940 dal sommergibile HMS mwascThunderbolt)
• mwaskmwasoMarconi (a Betasom dal settembre 1940, 6 missioni svolte, scomparso il 28 ottobre 1941)
• mwaswmwas0Da Vinci (a Betasom dall'ottobre 1940, 11 missioni svolte, affondato il 23 maggio 1943 dal cacciatorpediniere HMS mwas4Active e dalla fregata HMS mwas8Ness)
• mwatemwatiTorelli (a Betasom dall'ottobre 1940, 12 missioni svolte, convertito in sommergibile da trasporto nel marzo-aprile 1943, catturato in Giappone all'armistizio)
• mwatqmwatuBaracca (a Betasom dall'ottobre 1940, 6 missioni svolte, affondato l'8 settembre 1941 dal cacciatorpediniere HMS mwatyCroome)
• mwatgmwatkMarcello (a Betasom dal dicembre 1940, 3 missioni svolte, scomparso il 22 febbraio 1941)
• mwatsmwatwDandolo (a Betasom dal settembre 1940, 6 missioni svolte, rientrato in Mediterraneo nel giugno-luglio 1941)
• mwat4mwat8Mocenigo (a Betasom dal dicembre 1940, 4 missioni svolte, rientrato in Mediterraneo il 9 agosto 1941)
• mwauemwauiVeniero (a Betasom dal novembre 1940, 6 missioni svolte, rientrato in Mediterraneo nell'agosto 1941)
• mwauqmwauuBarbarigo (a Betasom dal settembre 1940, 11 missioni svolte, trasformato in sommergibile da trasporto nel marzo maggio 1943, scomparso il 17 giugno 1943 probabilmente per attacco aereo)
• mwaucmwaugNani (a Betasom dal novembre 1940, 3 missioni svolte, scomparso il 7 gennaio 1941)
• mwauomwausMorosini (a Betasom dal novembre 1940, 9 missioni svolte, affondato da attacco aereo l'11 agosto 1942)
• mwau0mwau4Emo (a Betasom dall'ottobre 1940, 6 missioni svolte, rientrato in Mediterraneo nell'agosto 1941)
• mwavamwaveComandante Faà di Bruno (a Betasom dall'ottobre 1940, 2 missioni svolte, scomparso il 6 novembre 1940)
• mwavmmwavqComandante Cappellini (a Betasom dall'ottobre 1940, 12 missioni svolte, trasformato in sommergibile da trasporto nella primavera 1943, catturato a Singapore all'armistizio)
• mwavymwavcBianchi (a Betasom dal dicembre 1940, 4 missioni svolte, affondato il 5 luglio 1941 dal sommergibile HMS mwavgTigris)
• mwavomwavsBrin (a Betasom dal dicembre 1940, 5 missioni svolte, rientrato in Mediterraneo nell'agosto-settembre 1941)
• mwav0mwav4Glauco (a Betasom dall'ottobre 1940, 5 missioni svolte, affondato il 27 giugno 1941 dal cacciatorpediniere HMS mwav8Wishart)
• mwawemwawiOtaria (a Betasom dal settembre 1940, 8 missioni svolte, rientrato in Mediterraneo nel settembre 1941)
• mwawqmwawuArgo (a Betasom dall'ottobre 1940, 6 missioni svolte, rientrato in Mediterraneo nell'ottobre 1941)
• mwawcmwawgVelella (a Betasom dal dicembre 1940, 4 missioni svolte, rientrato in Mediterraneo nell'agosto 1941)
Un ulteriore sommergibile, il mwawoCagni, fu trasferito a BETASOM nel mwaws1942-mwaww1943, non appena ne fu completato l'allestimento. Per raggiungere l'mwaw0Atlantico, tutti i sottomarini italiani furono costretti ad attraversare lo mwaw4stretto di Gibilterra, dov'è tuttora situata una grande base navale della mwaw8Royal Navy. Il passaggio non fu esente da difficoltà, anche a causa delle mwaxacorrenti marine, ma avvenne senza incidenti.
Successivamente, furono integrati nella flotta altri quattro sommergibili (due soli dei quali, tuttavia, operarono per Betasom, mentre gli altri due rientrarono in Mediterraneo dopo alcuni lavori), provenienti dall'mwaxiAfrica Orientale Italiana. In vista dell'imminente caduta dell'mwaxmEritrea (che ospitava l'importante base navale di mwaxqMassaua) si decise, infatti, di evacuare tutto ciò che rimaneva della componente subacquea della marina “coloniale”, in modo da non farla cadere in mani inglesi. I quattro sommergibili erano:
• mwaxcmwaxgArchimede (a Bordeaux dal 7 maggio 1941, 3 missioni svolte, affondato da attacco aereo il 15 aprile 1943)
• mwaxomwaxsPerla (a Bordeaux dal 20 maggio 1941, mai divenuto operativo per Betasom, rientrato in Mediterraneo nel settembre-ottobre 1941)
• mwax0mwax4Guglielmotti (a Bordeaux dal 7 maggio 1941, mai divenuto operativo per Betasom, rientrato in Mediterraneo nel settembre-ottobre 1941)
• mwayamwayeFerraris (a Bordeaux dal 9 maggio 1941, 1 missione compiuta, affondato il 25 ottobre 1941 dal cacciatorpediniere HMS mwayiLamerton)
Questi battelli raggiunsero BETASOM mwayqcircumnavigando l'mwayuAfrica con l'ausilio della nave cisterna tedesca mwayymwaycNordmark, che si occupò del rifornimento in alto mare delle quattro unità (il mwaygPerla, sommergibile di piccola crociera, necessitò anche di un altro rifornimento, da parte della mwayknave corsara tedesca mwayomwaysAtlantis)cite-ref-autogenerato3-6-1[6].
Gli affondamenti
Nel corso delle loro missioni in Atlantico i sommergibili di Betasom affondarono complessivamente 109 navi per 593.864 tonnellate di stazza lorda, così suddivisecite-ref-20[20]:
• Da Vinci: 17 navi per 120.243 tsl (il sommergibile non tedesco con maggior successo nel secondo conflitto mondialecite-ref-21[21])
• Tazzoli: 18 navi per 96.650 tsl
• Torelli: 7 navi per 42.871 tsl
• Morosini: 6 navi per 40.927 tsl
• Barbarigo: 7 navi per 39.300 tsl
• Calvi: 6 navi per 34.193 tsl
• Cappellini: 5 navi per 31.648 tsl
• Finzi: 5 navi per 30.760 tsl
• Archimede: 2 navi per 25.629 tsl
• Marconi: 7 navi per 18.887 tsl
• Malaspina: 3 navi per 16.384 tsl
• Giuliani: 3 navi per 16.103 tsl
• Bianchi: 3 navi per 14.705 tsl
• Emo: 2 navi per 10.958 tsl
• Baracca: 2 navi per 8553 tsl
• Brin: 2 navi per 7241 tsl
• Bagnolini: 2 navi per 6962 tsl
• Dandolo: 2 navi per 6554 tsl
• Cagni: 2 navi per 5840 tsl
• Argo: 1 nave per 5066 tsl
• Veniero: 2 navi per 4987 tsl
• Otaria: 1 nave per 4662 tsl
• Nani: 2 navi per 1939 tsl
• Marcello: 1 nave per 1550 tsl
• Mocenigo: 1 nave per 1253 tsl
I sommergibili mwazwFaà di Bruno, mwaz0Ferraris, mwaz4Glauco, mwaz8Tarantini e mwaaaVelella non affondarono nessuna nave, così come mwaaeGuglielmotti e mwaaiPerla, che non svolsero alcuna missione offensiva.
Dopo la riorganizzazione tattica e "tecnologica" (riduzione dei tempi per l'immersione rapida, modifica della falsa torre per renderla meno visibile, sostituzione dei condizionatori d'aria con sistemi al freon, siluri tedeschi ecc.), e metodi più intensivi e razionali di addestramento, formazione e selezione del personale e del vitto, svolti nel corso del 1941, le prestazioni dei battelli (inizialmente poco esaltanti) migliorarono. Fino ad attestarsi tra il 1942-1943 ad un valore del battello italiano rispetto a quello tedesco sul medesimo fronte pari al 59%; ovvero due battelli italiani in media riuscivano ad affondare più naviglio di un singolo battello tedesco. Indice, questo, dei numerosi limiti tecnologici (ed in parte anche operativi ed addestrativi perduranti) dei sommergibili italiani. Furono comunque risultati più lusinghieri di quelli ottenuti in Mediterraneo.cite-ref-22[22]
I violatori di blocco
Nel corso del conflitto, tra il 1941 ed il 1942, ripararono a Bordeaux anche numerosi mwaaoviolatori di blocco italiani: dalla mwaasSpagna la mwaawnave cisterna mwaa0mwaa4Clizia ed i mwaa8piroscafi mwabamwabeCapo Lena, mwabimwabmDrepanum e mwabqmwabuFidelitas, dalle mwabyCanarie i piroscafi mwabcmwabgAtlanta ed mwabkmwaboIda, dal mwabsBrasile i piroscafi mwabwmwab0XXIV Maggio, mwab4mwab8Africana e mwacamwaceMonbaldo e la mwacimotonave mwacmmwacqHimalaya (proveniente dall'mwacuEritrea) e dal mwacyGiappone le motonavi mwaccmwacgCortellazzo, mwackmwacoFusijama (proveniente dalla mwacsThailandia) e mwacwmwac0Pietro Orseolo; si trasferirono inoltre da Bordeaux a mwac4Saint Nazaire, dov'erano arrivate in un primo momento, anche le navi cisterna mwac8mwadaBurano, mwademwadiFrisco e mwadmmwadqTodaro. Tutte le navi in questione trasportavano migliaia di tonnellate di mwadumateriali, gran parte dei quali d'interesse bellico, che furono poi inviati in mwadyItalia; la maggior parte di esse fu poi impiegata per conto delle mwadcforze tedesche, mantenendo i propri equipaggi italiani. Dalle Canarie raggiunse Bordeaux, nell'ottobre 1940, anche il piromwadgpeschereccio mwadkmwadoBalena, che venne impiegato per mwadspescare il mwadwpesce necessario al personale della base sommergibilistica.
A Bordeaux si svolsero inoltre i lavori di preparazione (imbarco di mwad4cannoni e mwad8mitragliere, nebbiogeni e altro), per nuove missioni di forzamento del blocco, dei quattro violatori di blocco più moderni e veloci: la mwaeaCortellazzo, lmwaee'mwaeiHimalaya, la mwaemFusijama e la mwaeqPietro Orseolo, che avrebbero poi dovuto raggiungere il Giappone e quindi fare ritorno a Bordeaux con mwaeumaterie prime irreperibili in mwaeyEuropa. Allo scopo venne inviato a Bordeaux personale tecnico della mwaecRegia Marina: le navi furono pronte tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943. Solo la mwaegPietro Orseolo riuscì in tale missione, arrivando in Giappone e rientrando a Bordeaux, seppure danneggiata, con 6800 tonnellate di materie prime (in particolare mwaekgomma naturale), mentre la mwaeoCortellazzo fu costretta ad autoaffondarsi poco dopo la partenza, lmwaes'mwaewHimalaya dovette cancellare due tentativi di forzamento del blocco e la mwae0Fusijama non lasciò mai più Bordeaux.
La base sommergibili tedesca
Costruzione
La pianificazione della costruzione di una base di sottomarini in mwafebunker data del mwafi1940 all'interno del mwafmMarine Bauwesen, il dipartimento incaricato delle costruzioni all'interno dell'mwafqOberkommando der Marine (OKM), lo stato maggiore della mwafuKriegsmarine tedescacite-ref-marzagalli-23-0[23], ma arriva dopo quella delle altre basi sottomarine sull'Atlanticocite-ref-marzagalli-23-1[23], all'epoca più accessibili ai bombardieri britannici. L'mwaf4organizzazione Todt comincia la costruzione nel settembre mwaf81941 sul bacino nº 2 di Bacalan. La costruzione durerà 22 mesicite-ref-marzagalli-23-2[23] e sotto la supervisione, come per le altre basi sottomarine tedesche, di mwaguAndreas Wagnercite-ref-les-ports-24-0[24].
La struttura era costituita di un blocco di mwagscalcestruzzo armato di 245 metri di lunghezza per 162 metri di larghezza e 20 metri di altezza. Une torre mwagwbunker di 48 × 73 metri vi era connessa. Essa ospitava 11 mwag0alveolicite-ref-alveolo-25-0[25] da 100 a 115 metri di lunghezza, 7 di questi mwahialveoli potevano accogliere un sottomarino e 4 ne potevano accogliere due. L'altezza era di 11,4 metricite-ref-les-ports-24-1[24] e il mwahcpescaggio di 9 metri (con un mwahgmarnage di 1,5mwahk metricite-ref-les-ports-24-2[24]).
I sette "alveoli" centrali potevano essere messi a secco. Ognuno è separato da un muro spesso da 5 a 6 metri e chiuso con delle porte blindate per proteggerlo dalle esplosioni di bombe. All'altra estremità del bacino, una linea ferroviaria traversava il bunker e serviva i differenti "alveoli". Ogni "alveolo" è equipaggiato di due ponti ruotanti di una capacità di sollevamento di 3 o 5 tonnellatecite-ref-les-ports-24-3[24] permettenti su ognuna di trasportare materiali pesanti e munizioni.
Dall'altro lato della linea ferroviaria, la struttura ospitava, su diversi piani, mwaiqatelier, luoghi di stoccaggio, uffici, spazi comuni e un'infermeria.
L'insieme era coperto da un primo tetto in mwaiycalcestruzzo armato da 3,5 metri di spessore. Questo fu ricoperto da un secondo tetto di 2,1 metri di spessore. A partire dal 1943, con l'aumentata autonomia dei bombardieri alleati e con le loro bombe diventate più potenti, i tedeschi decisero di rinforzare ancora il tetto posandoci sopra una struttura detta mwaicFangrostcite-ref-marzagalli-23-3[23]. Si tratta di una serie di travi in calcestruzzo da 32 tonnellate poste parallelamente, distanziate da 5 a 6 metri e ricoperte da altre travi più piccole poste perpendicolarmente alle prime. Questo dispositivo doveva provocare l'esplosione della bomba prima che essa arrivasse al tettocite-ref-marzagalli-23-4[23]. Ma questo "reticolo" non era stato ancora completato ad agosto mwaja1944.
Per motivi di sicurezza, i siluri e il carburante erano stoccati esteriormente, in piccoli bunker situati a 200 metri a nord-est della base (vicino al boulevard Daney)cite-ref-marzagalli-23-5[23].
600.000mwajc m³ di mwajgcalcestruzzo furono necessari per la costruzione. L'mwajkorganizzazione Todt vi impiegò diverse migliaia di operaicite-ref-marzagalli-23-6[23], alcuni volontari, ma la maggior parte erano prigionieri di guerra di coscritti, tra cui 3.000 repubblicani spagnolicite-ref-26[26], "i rossi" (si stima che più di 70 vi siano morti), ma anche dei francesi, degli italiani, dei belgi e degli olandesicite-ref-marzagalli-23-7[23].
Operazioni
Dalla costruzione dei primi "alveoli"cite-ref-alveolo-25-1[25], la base diventa nell'ottobre mwak01942 il porto base della 12. Unterseebootsflottille (dal tedesco: mwak8la 12ª flottiglia di sottomarini). Questa mwalaflottiglia effettuava delle missioni di lunga durata tra cui quelle nell'mwaleoceano Indiano e le connessioni col mwaliGiapponecite-ref-marzagalli-23-8[23].
Il porto di mwalgBordeaux e le sue dipendenze (mwalkLe Verdon, mwaloAmbès, mwalsBassens, mwalwPauillac) ospitavano ugualmente una flottiglia di una ventina di pattugliatori, di una quindicina di dragamine e qualche mwal0cacciatorpediniere incaricati di assicurare la protezione dei sottomarini al loro arrivo e alla loro partenza.
Il 17 maggio 1943 ci fu un intenso mwal8raid statunitense. Un'informazione della mwamaresistenza francese aveva indicato alle forze alleate una forte concentrazione di sottomarinicite-ref-histoire-27-0[27]. Ma il bombardamento fatto a 22.000 mwamupiedi fu impreciso e colpì poco la base. Una porta del bacino fu distrutta e cinque sottomarini colpiticite-ref-histoire-27-1[27]. Ma i danni civili furono importanti, più di 200 immobili furono colpiti, 184 abitanti furono uccisi e 249 furono feriticite-ref-histoire-27-2[27]. Da gennaio ad agosto 1944, ci furono più di 13 mwam4raid anglo-americani sulla base sommergibili e l'mwam8aeroporto di Mérignac, ma senza grandi successi.
12. Unterseebootsflottille
La mwanu12. Unterseebootsflottille era la 12ª flottiglia di mwancU-boot tedeschi della mwangKriegsmarine durante la mwankseconda guerra mondiale, basata a mwanoBordeaux, fu attiva dal mwans1942 al mwanw1944.
Creata a mwan4Bordeaux il 15 ottobre mwan81942 come "flottiglia di combattimento" (in tedesco mwaoaFrontflottille), essa fu posta sotto il comando del mwaoemwaoiKorvettenkapitän Klaus Scholz.
Il primo mwaouU-boot tedesco che arriva alla base sommergibili di Bordeaux è l'U-178 (mwaocU-Boot Tipo IX), il 9 gennaio mwaog1943.
Alla flottiglia sono distaccati la maggior parte degli U-boot oceanici, che hanno operato nel sud Atlantico e nell'oceano Indiano.
La storia della flottiglia prende fine nell'agosto mwape1944, con la sua dissoluzione. Il resto degli uomini (circa 200) agli ordini del mwapimwapmFregattenkapitän Klaus Scholtz tenta di rientrare per via terrestre in mwapuGermania, ma si ritrova l'11 settembre mwapy1944 catturato dalle forze statunitensi.
Durante la sua vita operativa, la mwapg12. Unterseebootsflottille ha effettuato 197 missioni, e ha affondato 97 navi per un totale di 526.976 mwapotonnellate di stazza.
Le unità
La flottiglia ha ricevuto durante la sua vita operativa 46 mwap0U-boot: mwap4U-Boot Tipo VII, mwap8U-Boot Tipo IX, mwaqaU-Boot Tipo X e mwaqeU-Boot Tipo XIVmwaqi :
• U-117, U-118, U-119, U-177, U-178, U-179, U-180, U-181, U-182, U-195, U-196, U-197, U-198, U-199
• U-200, U-219, U-220, U-233
• U-459, U-460, U-461, U-462, U-463, U-487, U-488, U-489, U-490
• U-847, U-848, U-849, U-850, U-851, U-852, mwaskU-859, U-860, U-861, U-862, U-863, U-871
• mwataU-1059, U-1061, U-1062
I sommergibili italiani seguenti furono catturati dopo la capitolazione italiana del settembre mwatq1943 e furono assegnati alla 12ª flottiglia:
Dopoguerra
La base rimane un importante vestigio della mwat0seconda guerra mondiale. Essa ha successivamente ospitato un museo della mwat4nautica da diporto e oggi è uno spazio culturale molto visitato: sui 42.000mwat8 m² di questa imponente struttura di calcestruzzo, 12.000mwaua m² circa sono aperti al pubblico.
Note
cite-note-11. ↑ Tale acronimo era ottenuto dall'unione della prima lettera della parola mwauc«Bordeaux» - espressa con il nome della lettera dell'mwaugalfabeto greco equivalente dal punto di vista mwaukfonetico (mwauo«mwausbeta») - e la prima mwauwsillaba della parola mwau0«mwau4sommergibili»
cite-note-22. ↑ Le altre 4 basi di mwaviU-boot della mwavmKriegsmarine in mwavqFrancia durante la mwavuseconda guerra mondiale furono: mwavymwavcmwavgbase sommergibili di Brest mwavkmwavobase sommergibili di Lorient mwavsmwavwbase sommergibili di La Rochelle mwav0mwav4base sommergibili di Saint-Nazaire e vi ospitò la mwav812. Unterseebootsflottille (dal tedesco: la 12ª flottiglia di sottomarini)
cite-note-33. ↑ Che tra il mwawq1940 e il mwawu1944 fu soggetta alla mwawymwawcMilitärverwaltung in Belgien und Nordfrankreich (Amministrazione militare nel Belgio e nella Francia Settentrionale) da parte della Germania.
cite-note-44. ↑ Max Polo. mwawsFatti d'Arme di una Guerra Senza Fortuna - Volume 1, Edizioni Ferni, p 124
cite-note-55. ↑ Antonino Trizzino, mwaw8Sopra di noi l'oceano, p.80
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cite-note-77. ↑ Antonino Trizzino, mwaxkop. cit, p. 82. Nel dopoguerra questo transatlantico, ribattezzato mwaxoVenezuela, s'incaglierà nel marzo 1963 davanti alla Croisette di Cannes.
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cite-note-2020. ↑ I sommergibili sono ordinati per tonnellaggio affondato. Sono incluse solo le navi affondate in Atlantico e non quelle affondate in altri mari (ad esempio, l'incrociatore mwa2gCalypso affondato dal mwa2kBagnolini, non è contato perché affondato in Mediterraneo. I dati provengono dalla tabella a p. 690 di mwa2oUomini sul fondo di Giorgio Giorgerini.
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cite-note-alveolo-2525. ↑ denominazione usata dai tedeschi per indicare le darsene dei sottomarini delle basi sottomarine durante la seconda guerra mondiale
cite-note-2626. ↑ Una stele è eretta vicino alla struttura per ricordare il ruolo dei repubblicani spagnoli.
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Bibliografia
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• Antonino Trizzino, mwa8aSopra di noi l'oceano, Longanesi, 1968.
• mwa8iSergio Nesi, mwa8mDecima Flottiglia nostra..., Mursia, Milano, 1986.
• Elio Andò, mwa8uBetasom, i sommergibili italiani negli oceani, Italia Editrice, Campobasso, 1997.
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su BETASOM
Collegamenti esterni
• mwa8o(FR) Mathieu Marsan, « La Base sous-marine de Bordeaux, sous le béton la culture » In-Situ, tome 16, 2012., su insitu.revues.org.
• mwa8wBase sous-marine de Bordeaux, su bordeaux.fr.
• mwa84Base sous-marine de Bordeaux, su bordeaux-tourisme.com.
• mwa9aLa base sous-marine de Bordeaux : histoire, description détaillée, photos..., su uboat-bases.com.
• mwa9iHistoire de la base Sous-Marine de Bordeaux-Bacalan, su u-boote.fr.
• mwa9qHistory of the Bordeaux submarine base plus construction details, su uboat.net.
• mwa9yProgrammation des expositions, su art-flox.com. URL consultato il 30 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2009).